Introduzione
La necessità di cambiamento
Mauro Borri, Direttore operativo
La nostra attività principale, quella da tutti conosciuta nell’ambito della raccolta e distribuzione di componenti sanguigni, è stata ridotta in modo importante anche nel corso dell’anno appena trascorso. Non è invece mai in diminuzione la complessità delle normative, il continuo aumento dei costi, i requisiti nei campi della cibersicurezza, protezione dei dati, informatica e della burocrazia. Per potere allineare la diminuzione delle entrate e i maggiori costi, la direzione ha intrapreso un cammino di cambiamento pianificato e monitorato da una roadmap che ci sta guidando verso il futuro.
Si trasfonde meno, sono necessari meno prodotti e se consideriamo la nostra struttura costruita su un bisogno di prodotti ben maggiore a quello attuale, è evidente la necessità di concentrare le attività in meno sedi fisse e nelle azioni esterne principali. Ne consegue che la sede fissa di Locarno a partire da luglio 2026 sarà sostituita da azioni mensili svolte presso il Centro la Torre di Losone, mentre alcuni siti esterni saranno uniti ad altri paesi nelle vicinanze.
Nessun donatore verrà dimenticato. Anche chi riceve meno chiamate resta un pilastro della nostra comunità e sarà invitato a donare in nuovi contesti studiati per essere sicuri e piacevoli, esattamente come quelli precedenti.
Nel corso del 2026 introdurremo altri cambiamenti convinti che un servizio sano, ben radicato nella popolazione e nel contesto del nostro cantone può e deve svolgere un servizio di altissimo livello come quello che abbiamo sempre garantito sino ad ora.
Le attività secondarie, se così possiamo definirle, sono invece state maggiormente curate e sostenute; in particolare sviluppando e valorizzando quegli incarichi di formazione, ispezione, emovigilanza e medicina trasfusionale che in accordo e su mandato delle Istituzioni cantonali, svolgiamo con competenza in tutto il cantone. Al fine di consolidare la collaborazione con i nostri partner, verrà a breve messo online un nuovo sito web. La piattaforma si concentrerà sulla dimensione istituzionale, offrendo un accesso diretto a documenti e procedure ufficiali, oltre a fornire aggiornamenti costanti sui progetti in corso e sul nostro sostegno agli istituti di ricerca.
In sintesi, l’innovazione è un passaggio obbligato che intendiamo intraprendere con fermezza, garantendo integrità e profondo rispetto verso i nostri valori, i nostri collaboratori, i donatori e tutti i partner strategici.
![]()
Mauro Borri
Direttore operativo
Fondazione Servizio Trasfusionale CRS
della Svizzera Italiana.
Informazioni sulle nostre attività e sulla possibilità di diventare donatori sul nostro portale
![]()
PD Dr. med. Stefano Fontana
Direttore medico
Rendiconto d’esercizio ST CRS SI 2025
Direttore medico, PD Dr.med. Stefano Fontana
Il 2025 è stato caratterizzato da una riduzione importante dell’uso di prodotti sanguigni: da un lato segno di una gestione sempre più accurata della terapia trasfusionale, dall’altro lato cambiamento con impatto importante sul risultato finanziario. Pure la sensibilizzazione all’uso parsimonioso di eritrociti di gruppo O negativo promossa dal comitato trasfusionale e sostenuta dell’area critica dell’Ente Ospedaliero Cantonale, così come l’introduzione di un e-learning per i nuovi medici, rientrano nelle azioni intraprese dal ST CRS SI per migliorare continuamente l’uso dei prodotti sanguigni.
L’efficienza all’interno dell’organizzazione è stata ulteriormente migliorata grazie alla progressiva digitalizzazione dell’archivio e di vari processi, tra cui l’inventario degli apparecchi e la documentazione dell’emovigilanza.
Sul fronte donatori il ST CRS SI ha come sempre partecipato alla revisione dei criteri di idoneità nazionali, che permettono a molti individui esclusi in precedenza di donare a partire da febbraio 2026. Si tratta della revoca dell’esclusione dopo soggiorno in Inghilterra, trasfusione o interventi neurochirurgici particolari.
Nella ricerca il ST CRS SI si è fatto promotore di un grosso progetto di due anni su un importante tema di salute pubblica: i virus trasmessi dalle zanzare. Grazie alla costituita rete di collaborazione tra ST CRS SI, Servizio Trasfusionale Interregionale di Berna, Istituto Microbiologia della SUPSI, Istituto di Ricerca in Biomedicina dell’USI e Ufficio del Medico Cantonale, il primo anno di progetto ha permesso di fare una fotografia della distribuzione del virus del Nilo Occidentale e della febbre di dengue nella Svizzera Italiana. I primi dati verranno presentati a diversi congressi e consolidati dalla seconda parte del progetto nel 2026.
Infine, tra le varie attività di formazione, il 7.11.2025 si è tenuta a Lugano la giornata di formazione biennale “infermiere e trasfusione”, organizzata dal ST CRS SI in collaborazione con EOC. La partecipazione numerosa di diverse professioni legate alla trasfusione e le interessanti discussioni sottolineano l’utilità di queste occasioni di apprendimento e di scambio, che continueremo a proporre anche in futuro.
Molestie psicologiche, sessuali
e discriminazioni:
un impegno rafforzato
per un ambiente di lavoro rispettoso
La Fondazione Servizio Trasfusionale CRS della Svizzera Italiana ha compiuto un passo importante per garantire un ambiente di lavoro ancora più sereno e rispettoso. Su proposta dell’Avv. Marco Perucchi, membro del Comitato Esecutivo e del Consiglio di Fondazione, durante la seduta di fine 2023 del Consiglio di Fondazione, è stata unanimemente accolta e sostenuta la necessità di integrare nel regolamento del personale un tema di fondamentale importanza: la lotta contro le molestie psicologiche, sessuali e ogni forma di discriminazione sul posto di lavoro.
In seguito a un accurato lavoro di analisi e confronto con le diverse normative vigenti in materia, è stata quindi elaborata la nuova Appendice G al regolamento del personale.
![]()
Giovanni Comotti
Caposervizio risorse e amministrazione
Un ambiente di lavoro basato sul rispetto
Il regolamento stabilisce chiaramente una politica di tolleranza zero verso qualsiasi forma di molestia o discriminazione. Questi comportamenti sono considerati non solo una grave lesione della dignità della persona, ma anche un fattore di rischio per la salute individuale e per il clima lavorativo nel suo complesso.
Tutti i collaboratori, a ogni livello, sono chiamati a svolgere un ruolo attivo nel promuovere relazioni interpersonali improntate al rispetto reciproco.
Due percorsi di intervento
Il regolamento prevede due modalità di intervento ben definite. In particolare, offre la possibilità di ricorrere alla mediazione attraverso una figura esterna al Servizio Trasfusionale.
In alternativa, è possibile segnalare direttamente i fatti all’istanza gerarchica superiore, che si attiverà tempestivamente per fare chiarezza sulla situazione e porre fine a eventuali comportamenti inappropriati.
Entrambe le procedure sono improntate alla trasparenza, al rispetto della riservatezza e alla garanzia di ascolto.